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Impara la tua lingua preferita con i podcast, 16. gennaio 2019

Leggi il testo della vincitrice!, 16. gennaio 2019

Grazie per la partecipazione! Abbiamo ottenuto tanti finali molto belli ed emozionanti per la storia di Al dente 147. La vincitrice del libro "Come hai detto che ti chiami" di Alessandra Pasqui è: Daniela Burri. Congratulazioni!
 

Leggi la fine del racconto scritto da Daniela:

Senza riflettere un secondo e senza mettersi una giacca, Antonia lascia la baita e corre nella neve verso il bosco chiamando: "Marx... dove sei? Marx, che cosa è successo?" Philip, spaventato e preoccupato per Antonia, prende un capotto dal guardaroba e le corre dietro.  

Philip raggiunge Antonia ai margini del bosco e prova a calmarla: "Dai, non avere panico, mettiti il capotto e poi riflettiamo cosa c'è da fare!". "Ma non capisci? Non vedi le tracce d'un uomo e il sangue? Qualcuno ha rubato e probabilmente ferito il mio Marx!", risponde Antonia sciogliendosi in lacrime.

Insieme seguono le tracce nel bosco. Dopo un centinaio di metri, si accorgono di un uomo con la barba bianca e un fucile sulla schiena. Il vecchio fa una pausa, seduto su un ceppo. Accanto a lui, nella neve, Antonia nota due lepri di neve morte. "Che cosa hai fatto con il mio Marx, mostro che sei?", grida Antonia. L'uomo la guarda stupito. 
"Scusa, ma chi è Marx?", chiede in una voce calma e simpatica. Antonia risponde confusa e un po' insicura: "Marx è il mio gatto rosso, che cosa hai fatto con lui?". 
"Haaa, quel gattino rosso.... si è spaventato tantissimo quando mi ha visto. Sarà fuggito dietro la baita a nascondersi!". Adesso è Antonia, che resta stupita. 
"Allora, tu non gli hai fatto niente?", chiede sempre più confusa. 
"Scusa, io ho sparato queste due lepri per farmi una bella cena di natale. Ai gatti io non faccio male!", risponde il vecchio sorridendo. "Posso presentarmi, sono Giorgio!".

Adesso anche Antonia e Philip sorridono, sollevati. "Allora io devo tornare alla baita a cercare il mio gatto vigliacco", considera Antonia. "Perché non venite anche voi due, vi faccio un bel tè caldo dopo questa grande confusione." 
Philipp e il vecchio accettano volentieri e i tre si mettono in cammino verso la baita. Sulla porta d'entrata sta aspettando Marx, guardando i tre in arrivo con grande sospetto.

Bevendo il tè, Giorgio racconta che a lui appartiene una baita a circa un chilometro di distanza. "Per tanti anni sono venuto qui a passare Natale in tranquillità insieme a mia moglie. Poiché la mia cara moglie è morta in luglio, è la prima volta che sono qua da solo." Dicendo quelle parole, il suo sguardo si oscura. All'improvviso la sua faccia si illumina: "Perché non venite da me a festeggiare Natale? Vi faccio uno spezzatino di lepre  e come contorno la mia specialità: una polenta nera! Sarei molto felice di avere la vostra compagnia!"

Né Antonia né Philip devono ragionare tanto, accettano l'invito con grande gioia. E così, questa festa di Natale diventa improvvisamente un'esperienza indimenticabile per tre persone amabili, senza rammarico e controllare messaggi, ma piena di gioia, amicizia e serenità.
 

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