Al dente! 50: Invenzioni di 100 anni fa, età ideale dei partner e guerra dei vigneti (10 ottobre 2014)

Ciao a tutti da Francesca che vi parla sul podcast “Al dente”.
Oggi è il 10 ottobre e… tadan! Questa è la nostra 50a puntata! Chi l’avrebbe mai detto? Sono felicissima di essere stata insieme a voi finora e… Ma, ma, ma… Non stiamo a perdere tempo con i discorsi commemorativi, questa è un’occasione speciale, dobbiamo festeggiare, no? Bene, io vi farò una domandina facile facile e se risponderete esattamente potrete vincere un bel premio! Siete curiosi, vero? Allora, ascoltate bene, la domanda è questa: “Come si chiama il cane di Francesca?” Scrivete la vostra risposta qui sotto tra i commenti e… Buona fortuna! Ah… ma non vi ho detto quale sarà il premio… Mhhh… È qualcosa di legato a uno dei temi di oggi: una bottiglia di vino toscano e… naturalmente un pacchetto di pasta da cucinare al dente! Prima però sentite quali sono i nostri argomenti di oggi: vi parlerò di invenzioni che risalgono a 100 anni fa, poi di uno studio sull’età ideale del partner e infine della guerra dei vigneti [1] in Toscana. Siete pronti? Allora… buon ascolto!

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Cari ascoltatori, come ben sapete 100 anni fa cominciava la prima guerra mondiale, la „Grande Guerra“ che ha sconvolto [2] l’Europa e il mondo intero... È già passato un secolo… Qualche giorno fa ho ascoltato alla radio delle interessanti trasmissioni sul tema. Si parlava, tra l’altro, di alcuni oggetti – inventati o perfezionati appunto in quel periodo - che hanno cambiato per sempre la nostra vita. Alcuni sono fondamentali, come ad esempio l’acciaio inox [3], ma ce ne sono anche altri, piccoli, che hanno resistito al tempo e sono tuttora insostituibili [4]. Tra questi, oggi voglio presentarvene tre.
Il primo è la cerniera lampo: sapete che cos’è? È la cosiddetta “zip”, il modo più veloce e pratico per chiudere i pantaloni, una borsa, una valigia. L’idea era nata già nell’Ottocento, ma viene perfezionata in America da un ingegnere di origine svedese tra il 1913 e il 1917; pensate che durante la guerra viene usata per chiudere le uniformi dei militari dell’esercito americano. Ora, chi di noi oggi potrebbe farne a meno? Impossibile, non pensate?
Seconda invenzione: l’orologio da polso. Verso la fine dell’Ottocento la famosa casa produttrice di orologi Patek Philippe aveva creato un modello femminile da tenere al polso, ma gli uomini usavano ancora l’orologio da tasca. Un giorno però un certo Alberto Santos-Dumont, un inventore e pilota di aereo brasiliano, chiede al suo amico Cartier di fargli un orologio più pratico, da tenere al polso, in modo da poter leggere comodamente l’ora a bordo del suo aereo. L’idea ha successo e durante la prima guerra mondiale gli ufficiali di tutti gli eserciti portano un orologio al polso, certamente più comodo e pratico di quello da tasca…
Terza invenzione notevole che compie adesso 100 anni: la bustina da tè. Inventata quasi per caso in America, ha permesso al rituale del tè di mantenersi anche in epoca moderna. All’inizio la bustina era di seta (che sciccheria [5]!), poi si passò alla garza [6] e infine alla carta. Beh, praticità a parte, la bustina del tè non è amata da tutti…
Comunque sia, anche se i puristi sono… come dire? allergici, la nostra bustina ha salvato la tradizione del “tea time”: basta pensare che oggi il 96% del tè bevuto in Gran Bretagna si trova in un bel sacchettino!
Ebbene, ecco tre piccole invenzioni centenarie [7] che hanno resistito al tempo e di cui non possiamo fare a meno… Un segno dei tempi? O meglio: forse il segno che il tempo è diventata la cosa più preziosa che c’è.

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Qualche giorno fa, per passare il tempo ho letto su una rivista femminile una di quelle notiziole [8] leggere… Si parlava della differenza d’età ideale che ci dovrebbe essere fra due partner… C’era scritto che non dovrebbe essere troppo grande, ma aggirarsi sui [9] 4 anni. “Curioso”, mi sono detta “ma… non sarà la solita sciocchezza scritta sulle riviste?”
Beh, giudicate voi.
Sembra che in Gran Bretagna abbiano fatto un sondaggio su grande scala [10] e che abbiano trovato questi risultati: se tra due partner la differenza di età è piccola, le possibilità di successo della relazione sono maggiori, poiché si hanno gli stessi modelli sociali e culturali, la stessa visione del mondo, ci si comprende meglio, e così via. Naturalmente ogni individuo ha un tempo di maturazione diverso da un altro, anche se… Anche se, sembra, noi donne siamo sempre un pochino più mature dal punto di vista affettivo [11], rispetto a voi uomini… Scusate, cari ascoltatori, eh! Insomma, le donne in genere tendono a desiderare prima degli uomini una coppia stabile, un progetto di vita in comune… Quindi le donne di solito sceglierebbero partner più grandi [12] e sarebbe una cosa normale e naturale…
Come dite? Non siete d’accordo? Dite che è una generalizzazione bella e buona? Eh, beh, sono d’accordo con voi. Cioè, posso ben credere che essere vicini di età sia una cosa positiva, ma che la donna debba essere per forza più giovane in una coppia ideale, beh… Che sciocchezza! Oggi per fortuna la società si sta pian piano liberando da questo stereotipo, infatti si vedono sempre più spesso coppie in cui è lei la più grande – e funzionano benissimo. E soprattutto nessuno ci trova niente da ridire [13]. Mah, insomma, quando io ero molto giovane, l’uomo affascinante, di successo, con i capelli grigi… beh, che vi devo dire, non mi attirava per niente. D’altra parte, la mia amica Michela a vent’anni aveva un fidanzato di 40 ed erano felici insieme!
Insomma, siamo tutti diversi e non esiste una coppia uguale all’altra, no? Tantomeno una coppia… per così dire “ideale”. E voi che ne dite?

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paesaggio toscanoNon so se conoscete di persona dei toscani, ma si dice che in genere sono piuttosto litigiosi [14] e molto inclini [15] a dire pane al pane e vino al vino [16]. Eh beh, da toscana quale sono, posso confermarvi che è vero. E in questo momento in Toscana si sta litigando per un motivo che sembra stupido, ma stupido non è. Quale? Beh, chiamiamola…la guerra dei vigneti. O che sarà mai? Allora, immaginatevi due gruppi di persone, molto agguerrite le une contro le altre.
«Siete antiquati!» gridano gli uni.
«Voi guardate solo al profitto economico!» rispondono gli altri.
Dunque, cercherò di spiegarvi un po’ meglio il punto della questione. Da qualche tempo coltivatori e politici, insieme ad alcuni amanti del bel paesaggio stanno litigando sul nuovo Piano [17] che deciderà come regolamentare le zone agricole [18].
I politici vogliono limitare l’espansione eccessiva dei vigneti moderni.
«Abbiamo il diritto di piantare nuovi vigneti!» dicono i produttori vinicoli.
«Non è vero, si deve rispettare il paesaggio!» controbattono i politici.
Ma i grandi produttori dicono: «Non è giusto, nei nostri terreni vogliamo piantare quello che ci pare [19]!»
E i politici allora ribattono: «Eh, no, cari, il paesaggio toscano appartiene a tutti i toscani e perciò deve essere protetto!»
Eh, beh, se guardiamo alcuni famosi affreschi medievali, riconosciamo ancora oggi quella campagna fatta di vigneti a terrazza, casette, campi, oliveti, boschetti… Un paesaggio rimasto intatto per secoli, che – bisogna dirlo - ha fatto la fortuna turistica della nostra regione.
Eh già, qui sta il punto: modernizzare le coltivazioni o lasciare la natura com’è? E i vigneti sono sempre belli oppure no? Il problema è il tipo di vigneto: c’è quello tradizionale (disordinato, con terrazzamenti) e quello moderno, con le piante tutte in fila, perfette, ma che distrugge in parte le colline per far passare i trattori fra le coltivazioni, quasi come in un’autostrada. Il primo sistema, quello antico, costa di più, ma è più resistente, per esempio, a problemi geologici, che in caso di forti piogge possono portare a veri disastri.
Beh, forse c’è un sistema per rispettare l’antico e restare moderni e competitivi? Sembra di sì,
se si alternano i vigneti a campi e boschi, se si rifanno i terrazzamenti, come una volta… Insomma, se si rispetta la terra come facevano i nostri nonni. E in fondo la bontà del vino dipende da tantissime cose: il terreno, il sole, il vento… e forse, perché no? Anche dalla bellezza del luogo.

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Eccoci, cari ascoltatori, arrivati alla fine di questa puntata. Allora, non dimenticate di scrivere un commento su www.podclub.ch con la soluzione del quesito “Come si chiama il cane di Francesca?”: infatti, uno di voi vincerà una bella bottiglia di vino toscano e un pacco di ottima pasta italiana da mangiare insieme agli amici! Allora, non perdete tempo! Il nome del vincitore o della vincitrice sarà estratto alla fine di novembre.
Bene, per oggi è tutto, un saluto da Francesca e a presto!


[1]  vigneti: coltivazioni di uva
[2sconvolto: provocato un grande cambiamento, disordine, turbamento
[3acciao inox: metallo che resta intatto, senza ruggine
[4insostituibili: non si possono eliminare, non se ne può fare a meno
[5sciccheria: cosa chic
[6garza: stoffa leggerissima di cotone, usata per le bende
[7centenarie: di 100 anni
[8notiziole: notizie di poco valore
[9aggirarsi sui: essere di circa
[10su grande scala: molto grande
[11affettivo: degli affetti, dell’amore
[12grandi: anziani
[13ridire: dire contro
[14litigiosi: che litigano spesso
[15inclini: che hanno la tendenza
[16dire pane al pane e vino al vino: dire le cose apertamente, senza giri di parole
[17Piano: progettazione
[18agricole: coltivate
[19ci pare: vogliamo

 

Commenti  

Gines Orenes vivo 25-07-2015 12:04
Mi piace molto il vostro method.
Marco 08-05-2015 04:46
BUonasera,, Francesca.
Suo cani si chiamma:FRANCES CANI
Vreni 10-11-2014 20:17
Ciao Francesca
Già la 50a puntata, incredibile! Le storie sono sempre divertenti. Sopratutto mi piacciono le storie del tuo cane Giada perché anch'io ho un cane.
Il tuo cane si chiama Giada
Mille grazie e cari saluti
Vreni
Heinz 08-11-2014 22:18
Ciao Francesca
grazie per l' intervista con Laura, era molto interessante. Il tuo cane si chamo Giada.
Tanti saluti di Heinz
Pont 02-11-2014 14:26
Molti auguri e grazie mille per questi podcast! Il cane si chiama Giada.
Gary Campanella 25-10-2014 16:17
Ciao, Francesca. Il suo cane si chiama Giada. Grazie per I suoi podcast. Ha ascoltato ognuno di loro. Abito in California.
Complimenti.
Gary
Natalia Kulas 23-10-2014 00:08
La riposta è: il cane di Francesca si chiama Giada!
Mi piaccono molto le tue storie, grazie mille;)

Tanti saluti: Natalia dalla Polonia
Peter 22-10-2014 22:15
Ciao Francesca
Congratulazioni per la vostra 50a emissione di "Al dente" !
Il tuo cane si chiama "Giada".
Grazie per la tua lavoro.
Tanti saluti Peter
Bettina Martiny 22-10-2014 21:00
Il cane di Francesca si chiama Giada.
Irène Giger 22-10-2014 18:17
La riposta è: Il tuo cane si chiama Giada.
Congratulazione per il tuo cinquantesimo podcast. Mi piacciono sempre molto. I tui podcast erano un buon divertimento durante il viaggio al traghetto per Sicilia. Grazie e continua ad operare cosi :)

Tanti saluti Irène