Buongiorno a tutti cari ascoltatori e care ascoltatrici. Come va? Come avete passato queste due ultime settimane? Io bene e sono pronta, anche oggi 30 ottobre, per iniziare questa nuova puntata di Profumo d'Italia. Oggi parleremo, come promesso, di Halloween e della sua origine [1]. Poi parleremo di superstizione, visto che questa è la diciassettesima puntata. Finiremo parlando di appuntamenti e di inviti a cena.
Fino a una quindicina [2] di anni fa non avevo mai partecipato ad una festa di Halloween. A dire la verità avevo visto questa festa solo nei film americani. In Italia non si festeggiava e l'unica occasione in cui ci si poteva travestire era il Carnevale. Oggi, invece, sembra che tutti festeggino Halloween e che i bambini si divertano a travestirsi da mostri, fantasmi [3] o scheletri [4]. Nonostante in Italia questa festa sia arrivata solo recentemente e per motivi puramente commerciali, la sua origine è molto antica e la trovo affascinante. La tradizione racconta che la festa coincide [5] con la fine dell'estate, momento dell'anno in cui si miete [6] il grano [7]. Per questo motivo i colori dominanti [8] di questo giorno sono l'arancione, per indicare la mietitura, e il nero per simboleggiare l'arrivo dell'inverno e del buio [9]. Una leggenda anglosassone [10] narra che nella notte del 31 ottobre gli spiriti erranti [11] tornassero in città in cerca di un corpo da possedere. I contadini dei villaggi, quindi, rendevano le loro case fredde e indesiderabili spegnendo i camini. Inoltre si mascheravano da mostri per spaventare gli spiriti e per convincerli ad andarsene.
Ho conosciuto questa festa di persona quando vivevo in America. Il mio primo Halloween è stato molto emozionante. Mi sembrava di essere in un film. Non sapevo bene quello che dovevo fare. Ma nei film avevo visto che le persone compravano una grande quantità di dolci: caramelle, cioccolatini e lecca lecca [12]. Così ho fatto lo stesso. Poi li ho messi in una grande ciotola di fianco alla porta. Ho così aspettato che arrivassero i bambini travestiti da mostri. Non vedevo l'ora che pronunciassero la mitica frase "dolcetto o scherzetto" per poter dare loro una manciata [13] di caramelle. Le ore passavano, ma i bambini non arrivavano. Purtroppo non stava andando come avevo sperato. Alla mia porta hanno bussato solo due bambine, le mie vicine di casa e nessun altro. Il giorno dopo ho capito che avevo fatto un errore: non avevo lasciato la luce esterna accesa e quindi i bambini pensavano che la casa fosse vuota. Beh, se vogliamo vedere il lato positivo della cosa, ho avuto dolci in casa per circa sei mesi. Voi avete mai partecipato ad una festa di Halloween? Vi piace travestirvi? Tenete in casa qualche dolcetto per regalarlo ai bambini che bussano alla vostra porta?
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Questa è la mia diciassettesima puntata di Profumo d'Italia. Diciassettesima. Mi porterà sfortuna [14]? Voi siete superstiziosi? Credete che il numero diciassette porti veramente sfortuna? O credete che sia il tredici? In Italia esistono moltissime superstizioni e devo dire che soprattutto nell'Italia meridionale [15] le persone sono superstiziose. Per esempio il numero diciassette è un numero che porta veramente sfortuna, specialmente se legato al giorno venerdì. Ci sono persone che non escono nemmeno di casa in questo giorno. Un'altra superstizione molto diffusa è quella dello specchio [16]. Si dice che se si rompe uno specchio, si avrà sfortuna per sette anni. Aprire un ombrello in casa, rovesciare il sale a tavola o passare sotto una scala sono tutti eventi che portano sfortuna. Io credo che a volte essere superstiziosi porti male, come è successo a una signora di Palermo molto superstiziosa. La signora pensava che tra i vari oggetti portafortuna ci fossero anche le composizioni di fiori secchi. Una sera alla signora avevano regalato una composizione di fiori secchi. Lei, per non portarli in casa, li aveva buttati nella spazzatura sotto casa. La sera il cassonetto [17] della spazzatura ha preso fuoco e con lui anche la macchina della signora che era parcheggiata proprio di fianco. Cosa ne pensate? Sono stati i fiori a portare sfortuna alla signora? O forse i fiori secchi della signora hanno alimentato il fuoco? Io credo che sia stata una pura coincidenza, ma per la signora di Palermo sicuramente è stata una prova certa che i fiori secchi portino sfortuna. E sicuramente non li butterà mai più vicino a casa sua. A voi è mai capitato qualcosa di brutto legato ad una superstizione? Perché non me lo raccontate scrivendomi un messaggio? Potrebbe essere un bel gesto scaramantico [18] scrivere di superstizioni proprio nella diciassettesima puntata.
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Una delle difficoltà più grandi che ho avuto qui in Svizzera è il prendere degli appuntamenti con gli amici. Io ero abituata a invitare i miei amici a cena solamente due giorni prima. Se proprio volevo essere sicura che le persone fossero libere facevo l'invito la settimana prima. Quando sono arrivata qui in Svizzera mi sono accorta che questo metodo non funzionava. Mi ricordo ancora le prime volte che ho provato a invitare qualcuno a cena. La telefonata tipo era cosi. "Ciao, come stai?" "Bene e tu?" "Bene, bene grazie. Senti ti telefonavo per invitarvi sabato sera a cena." "MHHH, quale sabato?" "Sabato questo naturalmente." "Oh mi spiace, ma abbiamo già un impegno." "Vogliamo fare sabato prossimo?" "Ohhh, mi spiace, ma nemmeno sabato prossimo va bene. Il prossimo sabato che possiamo è fra sei settimane." Dentro di me non ci potevo credere che qualcuno potesse stabilire una cena con sei settimane d'anticipo [19]. Finivo la telefonata dicendo: "Va bene, senti ci sentiamo più avanti e ci mettiamo d'accordo." Mi sembrava che invitare qualcuno a cena con sei settimane d'anticipo fosse molto formale e che richiedesse molto impegno a livello di preparazione della cena. Dopo qualche mese ho capito che se avessi continuato così non avrei più potuto invitare nessuno a cena. Ho capito che mi dovevo adattare alle regole svizzere. Ho capito che se anche la cena non era perfetta non importava. Mi sono quindi comprata un'agenda e ho iniziato anch'io a programmare cene, uscite e cinema con almeno un mese d'anticipo. Adesso che mi sono abituata lo trovo molto pratico e funzionale, ma all'inizio mi è costata molta fatica. Ma il problema adesso è l'opposto. Quando chiamo le mie amiche in Italia e cerco di organizzare con loro un fine settimana qui a Zurigo, si mettono a ridere. Le invito circa due mesi prima e loro un po' sorprese mi dicono: "Emmhhhh, per adesso sono libera, ma così in anticipo non me la sento di dirti di sì. Ti avviso la settimana prima". Qual è la soluzione? Annoto sempre tutti gli appuntamenti e gli inviti su un'agenda che porto sempre con me. Inoltre se devo invitare un italiano a cena lo faccio all'ultimo momento; se invece, l'invito è per uno svizzero, mi organizzo con tempo. Cerco di far conciliare le due culture.
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Eccoci siamo arrivati alla fine, ma con la puntualità svizzera che ormai fa parte di me, vi do appuntamento fra due settimane esatte per farvi ascoltare una nuova puntata di Profumo d'Italia. In quell'occasione parleremo di difetti e di sogni realizzabili o irrealizzabili. Vi racconterò, infatti, qual era il mio sogno fin da bambina e scoprirete se l'ho realizzato o meno. Bene, spero di avere suscitato in voi tanta curiosità da farvi collegare sul sito www.podclub.ch fra due settimane. Se nel frattempo avete voglia di scrivermi, io leggerò i vostri commenti con piacere. Ciao e a presto.
[1] origine: da dove viene e come è iniziata questa festa [2] quindicina: circa quindici anni [3] fantasmi: la presenza di uno spirito, generalmente vestito tutto di bianco [4] scheletri: tutte le ossa del corpo insieme [5] coincide: capitare nello stesso momento [6] miete: tagliare il grano [7] grano: cereale da cui si fa il pane [8] dominanti: principali [9] buio: senza luce [10] anglosassone: aggettivo che si riferisce ai paesi in cui si parla inglese [11] erranti: che volano senza una meta precisa [12] lecca lecca: una caramella rotonda infilata in un piccolo bastoncino, soprattutto i bambini amano consumarla [13] maciata: una mano piena [14] la sfortuna: l'opposto di fortuna [15] Italia meridionale: Italia del sud [16] specchio: un vetro che riflette l'immagine [17] cassonetto: grande contenitore di plastica che si usa per raccogliere la spazzatura in strada [18] scaramantico: per mandare via la sfortuna [19] anticipo: prima, nel senso temporale